Storie da stampare – Il diario di Veronica
Il puzzle è lì, sul tavolo del bar.
Due caffè lunghi, una Coca Zero, tre biscotti rubati e un cappuccino schiumoso che pare panna montata.
E noi, quattro adulte teoricamente mature, sedute da quaranta minuti a cercare di ricomporre il puzzle di un’immagine che conosciamo fin troppo bene.
Non ci riusciamo.
Perché la foto ha un elemento sempre uguale che si ripete per ben tre volte.
Chissà di quale elemento si tratta!
«Marika, ti sposti? Sei sopra tutta la scena!»
«Io? Sei tu che allunghi le braccia come se dovessi abbracciare il puzzle!»
«Ragazze, basta. Cercate di collaborare, altrimenti non la finiamo più! Rebecca, tu ridi ma non ti sei ancora alzata una volta per cercare un pezzo mancante.»
«Ecco, ho trovato il verde!»
Tac.
Un pezzo si incastra.
E si vede il particolare di un pareo. Mmmm… meglio dire di una bandiera.
O, più precisamente, di una delle tre bandiere.
Io le guardo e sorrido.
Perché quella foto, diventata un puzzle, racchiude tutto.
La serata. La follia. La sorpresa.
Era sabato. Avevo organizzato una cena a casa.
Una cosa tranquilla.
Io e Federico (che aveva preparato un buffet degno dello chef Cannavacciuolo), Marika e Maurizio, Debora e Simone, Rebecca e Lorenzo.
Federico accoglie gli ospiti col suo grembiule preferito:
“Vietato entrare senza fame (e senza calice)”
Nessuno è arrivato a mani vuote.
C’è chi ha portato vino, birre, dolci, gelati…
Insomma, quando ho aperto la porta ai miei ospiti, mi sono ritrovata sommersa da persone piene di buste.
Ma non ho fatto caso al fatto che alcune di queste fossero finite inspiegabilmente nella mia camera.
Ho pensato che le ragazze fossero entrate a poggiare borse e giacchine.
Che ingenua…
In ogni caso, ciò che è stato portato è stata una vera schiera di sorrisi e allegria.
E io mi godevo quella leggerezza che, fino a un anno fa, faticavo a sentire.
Tra una risata e una bottiglia, una fajita scomposta e una barchetta di salumi, la serata proseguiva con disquisizioni su argomenti improbabili.
Poi, quando il buffet era ormai disintegrato, succede qualcosa.
Prima del dolce e della frutta.
Debora si alza, con fare solenne ma col sorriso di chi ne sta combinando una.
«Noi ci assentiamo un attimo.»
Marika si avvicina a Federico. Gli dice qualcosa all’orecchio.
«Tra poco raggiungici, che ci devi fare un video.»
Lui annuisce, ignaro, come se fosse stato nominato assistente tecnico per una missione segreta.
Io continuo a chiacchierare con Lorenzo e Simone (stavamo discutendo animatamente se mettere il prezzemolo sul sushi sia eresia o arte sperimentale).
Poi mi alzo.
«Vado a vedere cosa combinano.»
Federico mi ferma. Con tono da film thriller.
«No. Tu non puoi entrare.»
Era ovvio che non potessi entrare.
Io conosco i miei polli! Stavano per combinarne una, a mia insaputa…
Ma non mi sono preoccupata.
Ero molto curiosa, ma assolutamente certa che sarebbe stato divertente!
Federico si alza.
Apre la porta della stanza.
E tre secondi dopo lo sento urlare qualcosa tipo:
«NON HO VISTO NIENTE! GIURO!»
Non era il momento giusto per entrare… le ragazze si stavano ancora cambiando!
Segue una raffica di grida da spogliatoio femminile dopo una finale mondiale.
A quel punto, non so più nulla.
Si spengono le luci del soggiorno.
Parte la musica.
Entrano.
Rebecca, Marika e Debora.
Vestite con bandiere colorate annodate addosso, parrucche voluminose, tacchi instabili e occhi pieni di glitter.
Sorelle Bandiera style.
La canzone?
“Fatti più in là.”
Ma non la cantano.
La interpretano.
Ogni colpo di fianco è una caduta.
Sul divano o sul tappeto.
Io sono lì che le guardo e rido di cuore.
Ma arriva subito il primo imprevisto.
Debora ride così tanto che corre in bagno urlando:
«Mi sto pisciando dalle risate, aiuto!»
E non in senso metaforico.
Proprio nel senso biologico del termine!
Rebecca prende il comando.
Mi indica:
«Portiamola dentro! Forza!»
Mi trascinano in camera, mi spogliano, mi mettono un pareo e un parruccone tipo Tina Turner in versione carnevale di Rio.
Nel frattempo torna anche Debora, liberata dall’effetto collaterale delle risate.
E così mi ritrovo in mutande, coperta solo da una bandiera, con i tacchi a spillo e il rossetto rosso fuoco, sul tappeto del soggiorno trasformato in palcoscenico, a sfidare quelle tre a colpi d’anca al grido di “Fatti più in là!”
I compagni?
A crepapelle.
Simone si è seduto per terra. Maurizio piange.
Lorenzo ripete:
«Siete delle pazze. Vi amo.»
E noi, a mezzanotte e mezza, ancora lì, a rivedere il video più e più volte.
Io ho cinquant’anni.
Loro anche qualcuno in più.
Eppure, se ci fossimo conosciute da ragazzine, non saremmo mai state amiche.
Loro, a quindici anni, non sarebbero mai volute uscire con una bambina di dieci.
A quell’età, la differenza è troppa.
Ma oggi, è diventata insignificante.
La vita ti fa incontrare le persone nel momento giusto, nel posto giusto.
Mia nonna, a cinquant’anni, indossava il fazzoletto.
Mia madre, alla stessa età, un tailleur composto.
E noi? Una bandiera.
Con noi, gli stereotipi non hanno vita facile.
E forse è per questo che insieme funzioniamo così bene.
Mi piace trascorrere del tempo con loro.
Ogni volta mi ricordano che la leggerezza è una forza, che la risata è l’ingrediente segreto per nutrire l’anima, e che la spontaneità è il sale della vita, perché ti libera dalle catene dell’impostazione.
E io?
Ho proprio bisogno di ricordarmelo.
Perché per un bel po’ di tempo l’avevo dimenticato.
E voi?
Avete la fortuna di avere delle amiche così?
Io sì.
E non le cambierei con niente al mondo.
A meno che non mi offrano un viaggio gratis, ma devono venire anche loro.
Perché certe amiche… non si trovano: si incastrano.
Proprio come i pezzi giusti di un puzzle fotografico!
Il nostro puzzle lo trovi in negozio.
Lo realizziamo con la tua foto più folle o più tenera, in due forme: rettangolare o a cuore.
Tessere piccole, medie o grandi.
Lo regali smontato, e chi lo riceve dovrà ricostruire la scena… prima di appenderla al muro.
Questa settimana, con ogni puzzle in regalo:
10 stampe 10×15, da tenere o condividere.
Via Marconi 173 – Quartu Sant’Elena
WhatsApp: 327 6108173
Scrivici per ricevere il catalogo interattivo.
Alla prossima avventura!